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Città di Thiene

Provincia Vicenza - Regione del Veneto


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Moscheta

IL TEATRO COMUNALE DI THIENE
in collaborazione con la ditta

www.mair-research.com

ha il piacere di presentare il primo spettacolo della Stagione Teatrale 2012-2013

MOSCHETA di Angelo Beolco, detto RUZANTE

PRODUZIONE TEATRO STABILE DI GENOVA


con TULLIO SOLENGHI e MAURIZIO LASTRICO


Prodotto dal Teatro Stabile di Genova e scritto da Angelo Beolco, detto Ruzante nei primi decenni del Cinquecento, Moscheta è un classico del teatro italiano, che conserva ancora oggi tutto il suo divertimento e la sua attualità. Regia di Marco Sciaccaluga, scena e costumi di Guido Fiorato, musiche di Andrea Nicolini e luci di Sandro Sussi.

Interpretato da due protagonisti della comicità contemporanea quali Tullio Solenghi (Ruzante) e Maurizio Lastrico (Menato), con Barbara Moselli (Betìa) ed Enzo Paci (Tonin) Moscheta mette in scena con originalissima forza comica un mondo contadino rozzo e sensuale, ma comunque migliore di quello affettato e ingannatore della città, nella quale trionfa la lingua “moscheta” che appartiene ai furbi e agli imbroglioni.

Lo spettacolo del Teatro Stabile di Genova, dopo il fortunatissimo debutto avvenuto nella scorsa stagione sul palcoscenico genovese del Teatro della Corte, inizia con quest’anno la sua tournée nazionale, coniugando nel segno del comico il divertimento popolare e le raffinatezze culturali del Rinascimento padano.

Moscheta è infatti una commedia che, con libertà e forza inventiva paragonabili solo a quelle della quasi contemporanea Mandragola di Machiavelli, affronta temi di grande attualità (sullo sfondo c’è la guerra tra spagnoli e francesi per il controllo del territorio) e situazioni sessualmente esplicite (il triangolo di maschi che ruota intorno a Betìa), disegnando all’interno di queste, con meravigliosa evidenza comica, comportamenti e psicologie di personaggi difficilmente dimenticabili.

Un linguaggio ora dialettale e ora “moscheto”, quello di Angelo Beolco detto Ruzante (Padova 1496c. – 1542), che in questa nuova messa in scena è reso fruibile anche agli spettatori odierni attraverso il discreto e amorevole “adattamento” richiesto dallo Stabile genovese allo specialista Gianfranco De Bosio, cui si deve sin dagli anni Cinquanta la riscoperta dello scrittore e attore padovano sui palcoscenici italiani.

TRAMA: Il provinciale Menato lascia la campagna per raggiungere a Padova la moglie di Ruzante, Betìa, che era stata sua amante e della quale si dichiara ancora innamorato. Respinto dalla donna, Menato pensa di conquistarla facendola litigare con il marito; e, per questo, confida a Ruzante di aver visto Betìa accettare il corteggiamento di uno sconosciuto. In realtà, la donna è sessualmente attratta da Tonin, un soldato bergamasco suo vicino di casa; ma quando Ruzante le si presenta travestito da “spagnaruolo” e la corteggia parlando in lingua moscheta, Betìa finisce con l’accettarne le galanti profferte, fingendo poi di averlo riconosciuto quando il marito la insegue minacciandola di morte. Innescato da queste premesse, scatta così un travolgente gioco di bravate e di vendette, che coinvolge i tre uomini nel tentativo di conquistare, ciascuno a modo suo, la bella Betìa, la quale non si fa scrupolo di trascorrere dalle braccia del ruvido Tonin al letto del furbo Menato, riuscendo infine a tenersi a casa anche il marito.


EROS PAVANO
Nel ‘500 accanto agli splendori e alle raffinatezze del Rinascimento viveva, o meglio sopravviveva, un mondo contadino povero e rozzo, buono unicamente per faticare e fare la guerra. Moscheta, scritto da Ruzante, mette in scena con originalissima forza comica questa umanità miserabile, ma pur viva e sensuale, che parla un dialetto pavano a differenza del linguaggio affettato e ingannatore della città, nella quale trionfa la lingua "moscheta" che appartiene ai furbi e agli imbroglioni. Betìa e Ruzante sono una coppia di “villani” che vivono in un paesino di campagna nel sedicesimo secolo: Ruzante è uno spaccone e un presuntuoso con la mania di ingannare e fare tiri mancini alla gente. Betìa è un’avvenente e intraprendente donna di cui sono innamorati Menato, il migliore amico di Ruzante, e il suo nuovo vicino di casa, il soldato bergamasco Tonin.

Proprio Menato nell’intento di godere delle grazie della donna, insinua nella testa di Ruzante il dubbio che la moglie lo tradisca e, per avere una prova di ciò, convince l’amico a travestirsi da straniero, in modo da rendersi irriconoscibile, e, così conciato, a fare una proposta indecente alla propria moglie.
Betìa cade nel tranello, mandando Ruzante su tutte le furie. Menato crede a questo punto che la donna andrà presto a consolarsi fra le sue braccia, ma l’improvviso intervento del soldato Tonin, stravolge il piano, e porterà la storia a conclusioni imprevedibili…
Un’umanità giocosa e dolente, violenta e paurosa, affamata e sboccata, sensuale e amorale, nella quale la forza della natura e la spinta del bisogno s’impongono, stabilendo norme e gerarchie in un orizzonte piatto, sotto un cielo plumbeo.

PROGRAMMA DI SALA formato pdf (346,68KB)

BIGLIETTI
Platea Poltronissime Euro 30,00
Platea Poltrone I Euro 26,00
Platea Poltrone II Euro 23,00
1^ Galleria Centrale Euro 26,00
1^ Galleria Laterale Euro 20,00
2^ Galleria Euro 12,00
2^ Galleria Ridotto Euro 10,00
Cambio Turno Abbonamento Euro 2,00

PREVENDITA BIGLIETTI
presso l’Ufficio Eventi Culturali, Piazza A. Ferrarin, 1 (tel. 0445.804745) a partire da Lunedì 29 Ottobre 2012 ore 9:00

VENDITA BIGLIETTI
Presso il botteghino del Teatro Comunale (tel. 0445.804943) a partire dalle ore 19:45 del giorno dello spettacolo

Si ricorda che per gli spettacoli in abbonamento è possibile acquistare fino ad un massimo di 5 biglietti a persona.

Lo spettacolo ha inizio alle ore 20:45; si raccomanda la massima puntualità avvertendo che a spettacolo iniziato si PERDE il diritto alla poltrona numerata.


Vedi le altre foto della Stagione Teatrale 2012_2013 (galleria in aggiornamento costante)

 

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